THELMA

un film di Josh Margolin

(USA / 2024 / Azione, Comm. / 97′)

 

Mercoledi 27 Novembre, ore 21.00
Giovedi 28 Novembre, ore 21.00
Venerdi 29 Novembre, ore 15.30 – 21.00
Sabato  30 Novembre, ore 21.00
Domenica 1 Dicembre, ore 16.00

 

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Trama

La vendetta non è mai stata così dolce e buffa. L’esordio alla regia di Josh
Margolin è gentile quanto la sua protagonista, molto. Tanto da lasciare il
segno?

 

Recensione

 

di Eugenio Grenna – 17 Settembre 2024
https://www.cinematographe.it/recensioni/thelma-2024-recensione-
film/
In base a quali criteri stabiliamo il peso effettivo di una grande star
hollywoodiana? Forse dalla sua capacità di influenzare masse e singoli
individui? Forse. Di certo è abbastanza per Thelma Post (una
straordinaria June Squibb), che osservando le titaniche e folli imprese,
tanto cinematografiche, quanto reali di Tom Cruise, decide che è
tempo, nonostante l’età visibilmente avanzata, di darsi alla fuga (sia
chiaro, chi cerca nonna è semplicemente la famiglia, o almeno in primo
luogo) per rivendicare un torto subito, rispetto al quale le forze
dell’ordine nulla possono. Se non sproloquiare inutilmente in merito
alle numerose trappole del web e del “mondo fuori”, per un soggetto a
rischio come Thelma. Un’anziana dunque, che nonostante le patologie,
il corpo non più giovane e così la mente, non intende affatto
abbandonarsi al lento e graduale declino, bensì reagire agli ostacoli
della vita, facendosi giustizia da sé.
Tom Cruise, rabbia anziana e riscatto morale
Qualcuno infatti ha privato Thelma di un bene ben preciso. Un bene
che Thelma cercherà, troverà e farà proprio un’altra volta. Premesse
queste che sembrerebbero chiamare in causa e non a torto Io vi troverò
di Pierre Morel, uno dei vengeance movies più riusciti degli ultimi anni
di cinema. Come detto però, tutto comincia – e finisce – con il divo
Cruise, che meglio e più di ogni altro; perfino di Liam Neeson; ha
saputo dar forma, voce, contenuto alle Mission Impossible della vita
quotidiana di agenti sotto copertura CIA/MI6, riflettendo sulle
conseguenze della perdita, dell’amore e inevitabilmente del dolore.
Tutto si sposta su ciò che improvvisamente si ritrova a vivere la povera
Thelma. Una truffa virale – ne siamo sommersi ogni giorno, forse
perfino ogni ora -, diecimila dollari da recuperare e una famiglia dalla
quale fuggire e appena dopo, in modo unico e bizzarro, da recuperare.
Chi meglio di Tom Cruise avrebbe potuto animare un’avventura tanto
folle e spregiudicata?
Così come Cruise non necessita di stunt man, June Squibb dà prova più
e più volte di volersi muovere nella medesima direzione, a partire
dall’adrenalinica ed esilarante sequenza di fuga dalla casa di
cura, con tanto di furto di motorino, che segna probabilmente il
momento più (dis)tensivo dell’intero film. Quello che una volta per tutte
svela le carte e ci dice che sì, Thelma è un film sulla senilità, ma non su
quella che intende lasciarsi andare, piuttosto su di una carica vitale,
divertita, angosciante e irriverente, che nulla può arrestare, nemmeno
gli scam del mondo moderno, dietro i quali spesso e volentieri si cela il
disagio più profondo, i fantasmi della società spietata e il dolore
generato dalla solitudine e dall’incapacità di assecondare cambiamenti,
umori e necessità della società d’oggi.
Non è più rabbia giovane, bensì rabbia anziana. Scordate dunque il
dolcemente malinconico Ella & John – The Leisure Seeker di Paolo
Virzì e tornate al provincialismo rude, testardo e disperato di
Nebraska, tra i migliori film di carriera di Alexander Payne e ancor
prima al viaggio solitario e in qualche modo perfino metafisico, pur
essendo ai limiti del documentarismo, al centro di Una storia vera di
David Lynch, cui l’esordiente Margolin rivolge ben più di qualche
occhiata, facendo propria però tutt’altra stilistica e declinazione
narrativa e di genere.
Thelma: valutazione e conclusione
Se infatti del viaggio che Thelma e l’amico Ben (Richard Roundtree)
intraprendono a bordo di uno scooter biposto per anziani tra le
pericolose strade di Los Angeles, ci incuriosisce soltanto qualche
incontro, è la motivazione alla base dell’intera esperienza a fare breccia
nel cuore dello spettatore, il riscatto morale. Thelma non dà la caccia ai
suoi truffatori esclusivamente per i soldi, piuttosto per vendicarsi senza
mai procurare alcun dolore, riparando ad un danno subito, soltanto
dopo averne conosciuto le ragioni dell’atto e mai prima. Basti pensare
che a darle, sarà niente meno che il luciferino ed eternamente villain e
malvagio Malcolm McDowell di Arancia Meccanica ed Evilenko.
Parallelamente, qualcuno dà la caccia a Thelma. La famiglia
sommersa dal suo stesso caos? Il timore della morte? La solitudine?
A ciascuno la risposta, poiché abilmente Margolin non la dichiara,
permettendo ad ognuno di noi di riflettere ed elaborare al meglio, a
partire dal meraviglioso rapporto tra Thelma ed il giovane e
problematico nipote Danny (Fred Hechinger), che annullato dall’amor
perduto, si ritrova a vivere solo e confuso, nella speranza di rivedere
l’amata nonna almeno per un’ultima vota e forse per molto di più.
Andrà tutto per il verso giusto? Non resta che scoprirlo.
Passato per l’edizione scorsa del Sundance Film Festival, Thelma di Josh
Margolin è un film gentile come la sua stessa protagonista, che
riscrivendo topos e linguaggi del vengeance movie, ritrova in essi
l’irriducibile chiave comica, o meglio, ferocemente comica di un certo
cinema che ad oggi non sembra aver più alcuno spazio, come quello
dei Monty Python e di Arthur Hiller, capace di deriderlo con grande
umiltà e maturità e al tempo stesso d’onorarlo.
Due sono le cose certe. June Squibb è straordinaria e
l’esordiente John Margolin è da tenere d’occhio fin da ora, ci
riserverà grandi sorprese, questo è certo.
Sulla rabbia senile e la confusione giovanile. Un film splendido,
minimalista, esilarante e riflessivo. Thelma è in sala a partire da
mercoledì 18 settembre 2024, distribuzione a cura di Universal
Pictures.