di Francesco Crispino – 7 Novembre 2024
https://www.saledellacomunita.it/la-gita-scolastica-una-gunjak/
A Sarajevo un’adolescente in cerca di approvazione confessa di avere
fatto sesso per la prima volta giocando a “obbligo o verità” con i
compagni delle medie. Intrappolata nella sua stessa bugia, si inventa
una gravidanza e diviene il centro di una controversia che cresce a
dismisura fino ad andare fuori controllo.
Presentato nella sezione “Cineasti del presente” al Festival di Locarno
2024, Ekskurzija (La gita scolastica) è il lungometraggio d’esordio della
bosniaca Una Gunjak che, oltre a ribadirne l’attenzione e la sensibilità
verso tematiche che investono bambini e adolescenti, sembra
confermarne anche le qualità di narratrice già intraviste nella
precedente produzione di cortometraggi — The Chicken (2014, miglior
cortometraggio agli European Film Award) e Salamat (2017, presentato
alla “Quinzaine des cinéastes” di Cannes nel 2017).
La vicenda ha come protagonista la quindicenne Iman, che è punto di
vista e motore drammaturgico della narrazione, benché la sua
scaturigine provenga da un evento avvenuto nel 2014 nella città
di Banjaluka che ha segnato profondamente l’opinione pubblica
bosniaca. Un accadimento del quale sono state protagoniste sette
bambine tredicenni, tornate tutte incinta dopo aver partecipato a una
gita scolastica, e che è stato al centro di un acceso dibattito, oltre che di
una cospicua quanto convulsa esposizione mediatica nonché già
spunto di riflessioni in chiave espressiva (come testimonia il testo
teatrale Come tutte le ragazze libere. Un tentativo di libertà in una piccola
città di Tanja Šljivar). Un evento dal profondo carattere simbolico
che, facendo virare il discorso sulla sessualizzazione della donna
nella società (bosniaca) contemporanea, ha fatto deflagrare il
conflitto politico, religioso, culturale esistente tra le due anime
del paese balcanico (diviso tra Repubblica Serba della Bosnia e quello
della Federazione di Bosnia ed Erzegovina) nel quale si riflette
quello, assai più esteso, tra Tradizione e Modernità.
Proprio come le sette bambine di Banjaluka, anche in Ekskurzija la
protagonista Iman diventa infatti oggetto di scandalo, messa
gradualmente ai margini della società solo per aver ingenuamente e
impulsivamente confessato alle proprie compagne di aver avuto un
rapporto sessuale con un ragazzo. Aspetto che per Gunjak diventa
l’occasione per riflettere sull’identità stessa della società bosniaca (e per
estensione su tutte la società capitaliste), sulla sua scissione post-
transizione. Tanto che quello della giovane protagonista nelle sue
mani assurge a corpo emblematico, nel quale la transizione
identitaria tipica della sua età ne riflette una ben più estesa che
riguarda l’intero contesto da cui è abitata, un corpo intrappolato tra
le pulsioni del desiderio, le necessità dell’accettazione sociale e
le resistenze culturali di un pensiero in cui prevalgono ancora
dogmatismo e conservatorismo. Un’operazione di alto valore
culturale e antropologico che la regista di Sarajevo gestisce
egregiamente dal punto di vista espressivo, adottando uno stile
realistico e servendosi di un script efficace, capace di far emergere le
contraddizioni, le ambiguità, le zone d’ombra della situazione. Ma
soprattutto trovando in Asja Zara Lagumdžija una splendida
protagonista, capace di restituire tutta l’incertezza, gli imbarazzi e il
disorientamento del proprio personaggio con un’ammirabile quanto
rara freschezza e aderenza.