DJ AHMET

un film di Georgi M. Unkovski
(NMK / 2025 / Commedia / 99′)

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Mercoledi 21 Gennaio, ore 21.00
Giovedi 22 Gennaio, ore 21.00
Venerdi 23 Gennaio, ore 15.30 – 21.00
Sabato 24
Gennaio, ore 21 BIGLIETTI
Domenica 25
Gennaio, ore 16 BIGLIETTI


Trama

Un film che approfondisce le sfide del crescere in un contesto tradizionale e, allo stesso tempo, della scoperta della propria identità.
Il film è stato premiato con Premio speciale della giuria alla visione creativa e Premio del pubblico al Sundance Film Festival 2025.

 

Recensione

Una favola moderna con la leggerezza di una regia ispirata che mescola sapientemente antico e moderno utilizzando la storia d’amore dei due protagonisti come forza esplosiva di cambiamento.

Storia d’amore con trattore. Siamo nella Macedonia del Nord e l’arrivo della tecnologia porta aria di rivoluzione. La musica e il ballo sono l’unica possibilità di emancipazione. Al primo lungometraggio dopo il corto Sticker del 2020, Georgi M. Unkovski, dopo cinque anni di complicata gestazione, trova i personaggi giusti e l’ambiente ideale per raccontare le vicende del quindicenne Ahmet (Arif Jakup) strappato dal padre (Aksel Mehmet) agli studi scolastici per badare alle pecore e prendersi cura del fratellino Naim (Agush Agushev), diventato muto dopo la morte della madre. L’incontro casuale con la bella Aya (Dora Akan Slatanova) in un rave techno party farà nascere un forte sentimento tra i due ragazzi, ostacolato dalle convenzioni e dai rigorosi riti della società Yuruk, di origini turche e di fede islamica.

La regia mantiene un tono ironico e raggiunge momenti di forte intensità quando tende a confondere l’immaginario adolescenziale con la dura realtà della quotidianità di una minoranza etnica che tende a chiudersi nel proprio bozzolo culturale. Ahmet sente arrivare dal bosco il suono della musica, si immerge come in un sogno dentro la vegetazione e partecipa alla festa tra luci stroboscopiche e danze al rallentatore. Poi arrivano le pecore ad invadere il campo e tutti i cellulari immortalano questo strano connubio tra natura e modernità. Ahmet diventa, suo malgrado, la star di Tik Tok e degli altri social media e il suo lavoro sugli altoparlanti della moschea lo consacra a ruolo di DJ (geniale l’uso della musica di avvio di Windows XP). Unkovski lavora molto sui visi dei personaggi principali insistendo sull’uso dei primi piani: notiamo il conflitto interiore di Ahmet che vorrebbe staccarsi dal gregge come una improbabile pecora rosa; il mutismo psicosomatico del piccolo Naim che è indotto da un trauma irrisolto e il sorriso malizioso di Aya che ballando nei suoi coloratissimi vestiti, lancia sguardi eloquenti verso il suo innamorato. In una regione ancorata ad antiche usanze come matrimoni combinati e santoni guaritori, l’arrivo della tecnologia capovolge leggi e regole, portando scompiglio e indicando ad Ahmet ed Aya un percorso individuale di libertà. Sulle note di Fabulous di C.U.T e della eterogenea colonna sonora dei fratelli Sinkauz, la triste realtà si trasforma in favola moderna con la leggerezza di una regia ispirata, frutto di un lavoro rigoroso sulla coreografia dei balli, sui tempi musicali e sulla descrizione degli ambienti. Notevole è anche il lavoro della fotografia di Naum Doksevski che esalta i cromatismi degli abiti della popolazione Yuruk e degli splendidi paesaggi naturali.

Presentato con successo al Sundance Film Festival dove ha vinto il Premio Speciale della Giuria per la Visione Creativa e il premio del pubblico, DJ Ahmet è una fiaba bucolica che mescola sapientemente antico e moderno utilizzando la storia d’amore dei due protagonisti come forza esplosiva di cambiamento e rinnovamento. Di fronte all’alchimia tra Ahmet ed Aya vengono in mente i versi del poeta Paul Eluard: E in virtù d’una Parola/Ricomincio la mia vita/Sono nato per conoscerti/Per chiamarti/Libertà.

di Fabio Fulfaro, 23 ottobre 2025 – sentieriselvaggi.it