GLORIA

un film di Margherita Vicario

(Italia, Svizzera / 2024 / Drammatico  / 100′)

 

Mercoledi 23 Ottobre, ore 21.00
Giovedi 24 Ottobre, ore 21.00
Venerdi 25 Ottobre, ore 15.30 – 21.00
Sabato  26 Ottobre, ore 21.00
Domenica 27 Ottobre, ore 16.00

 

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Trama

Tra gli sfarzi veneziani di fine ‘700, le ragazze potevano studiare musica
solo se nobili od orfane. Un gruppo di queste ultime, capitanate dalla
vivace Lucia, risiede presso l’ Istituto Santo Ignazio dove compone, suona e
canta sotto la severa guida del Maestro di Cappella Perlina che tuttavia
ne inibisce talento e creatività. Tra loro si insinua la sguattera Teresa
dotata di un eccellente orecchio musicale e una libera percezione della
musica.

 

Recensione

 

GLORIA! (Margherita Vicario)
Emanciparsi a suon di musica
di Anna Maria Pasetti, 10 Aprile 2024
https://www.saledellacomunita.it/gloria-margherita-vicario/

Opera prima musicalmente colta essendo la regista Margherita
Vicario una nota compositrice e musicologa, Gloria! rappresenta il
tentativo di applicare il tema dell’emancipazione femminile a un
universo particolare e poco esplorato da questo punto di vista, quello
appunto della Venezia barocca post rivoluzionaria ma che i richiami
degli eventi francesi ha raccolto solo in parte – o a propria convenienza
– preferendovi la pigrizia di un ancien régime decadente nutrito da
cinismo, corruzione e frivolezza. In tale contesto di indubbia seduzione,
il lavoro di esplorazione dell’ambiente storico e umano parte da un
incipit di regia/montaggio subito intonato alle intenzioni ben
manifeste dell’autrice: costruire una che, seppur filologicamente storicizzata, ambisce
all’immaginazione fantasiosa, allo sguardo <oltre= le barriere
spazio/temporali che lo incorniciano. L’ignorante ma talentuosa
Teresa (l’espressiva e semi-silente attrice francese Galatea Bellugi) è il
punto di vista dell’intera vicenda e simboleggia, ovviamente, la rottura
dal basso del Régime. Ella la musica la jazzista freestyle ante litteram, e con la propria capacità immaginifica
riesce a trascinare le orfane – inizialmente riottose – verso frontiere
musicali allora inesistenti. Vicario non nasconde ispirazioni che
appaiono chiare fin da subito, a partire dalla prima <ritmica= scena
mutuata da Love Me Tonight di Mamoulian (1932) per continuare sulle
tracce della Sofia Coppola di Marie-Antoniette (ma anche di tutto il suo
approccio alla complicità femminile), per concludersi su un finale alla
Sister Act di Ardolino. Il film corale mescola dunque i generi – il romanzo
di emancipazione, la commedia, il musical, il racconto fiabesco –
edificandosi sulla capacità di Vicario di (man)tenere il passo tra intimità
e socialità, esibite registicamente nella cura dei dettagli alternata
all’apertura sugli esterni. La macchina a mano, impertinente quanto
basta, è lo strumento di questa esordiente per ottimizzare il proprio
sguardo, di certo ancora acerbo e programmatico ma nutrito di alte
intenzioni nella direzione di una personalità forte e originale.